30/07/2007
09:14
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auguri fratè

Una sveglia di cuoregrammatico | in:

è tanto che non scrivo e di questo chiedo venia alla pregiata platea dei lettori di questa "comunità".
abbandonando le premesse, si giunga al fatto...

oggi è il compleanno del padre-padrone di questo blog.
oggi è il compleanno di Tommy Dibari.

praticamente è la festa patronale di questo blog.
non disponendo di animazioni in flash, non abbiamo potuto predisporre la processione con il di lui busto aureo sorretto dai fedeli, che scorresse sul monitor dei vostri pc...
le notizie che ci arrivano di lui, lo vogliono al mare in quel di Bisceglie, ovviamente assorto nella lettura di 12 quotidiani, un libro e 7 recensioni cinematografiche...

stasera lo festeggeremo o,come più apropriato al personaggio lo celebreremo con una personale (festa) a casa di Sandro, suo amico storico...

auguri a Tommy e alle 100 sfaccettature del suo io, alle 1000 sfaccettature del suo ego ed alle 10000 sfaccettature della sua ipocondria...

buon compleanno fratè...

ps: il riferimento all'ego non suoni offensivo.
è solo che in questo siamo uguali...non è che siamo pieni di noi...è che entrambi viviamo in un sistema eliocentrico, di cui noi stessi siamo il sole...

BARBERA (7)


20/07/2007
10:34
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www.lacambusa.net

Una sveglia di cuoregrammatico | in:

header-photo

finalmente on line.....

 

ora, ghiandole, scatenatevi e rendetelo vivoooooooo

18/07/2007
09:09
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AUGURI

Una sveglia di cuoregrammatico | in:

 

OGGI E' IL COMPLEANNO DI UNA PERSONA UNICA...

podere Francavilla (8)

AUGURI ZIA MARIELLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

12/07/2007
10:28
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AVERTI ADDOSSO

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe

non avrei mai pensato che si potesse amare tanto qualcuno.
io e Grazia ci siamo conosciuti che eravamo ancora ragazzini.
ci siamo amati, odiati, tenuti compagnia, influenzati.
siamo la dimostrazione vivente della relatività del tempo, perchè nel nostro caso 12 anni sono volati e non hanno lasciato in nessuno dei due segni di stanchezza o abitudine.
ora che siamo cambiati, cresciuti ed invecchiati (io ho ormai ho i capelli bianchi), vivo giornate di scoperta.
scopro giorno per giorno la persona meravigliosa che ho accanto.
ormai non ho più controllo sulle emozioni che mi invadono e che mi dominano.
scopro ora l'ansia, la nostalgia e la gelosia, che non avevo mai provato prima. (e questa è una ammissione ufficiale).
ci sposeremo a Dicembre e lei diventerà anche la mia famiglia, prendendo possesso di ogni angolo e prospettiva dei giorni che mi restano da vivere.
vorrei scrivere di lei, usando le parole come si fa con la creta per i vasi, plasmandole, creandone di nuove, perchè nessuna di quelle che conosco le rende giustizia...e perchè vorrei regalarle parole nuove, che siano solo sue, e di nessun'altra al mondo.
ma non ne sono capace.
so solo che non avrei mai pensato che si potesse amare tanto qualcuno.

ora.
visto che spesso le parole scritte da qualcun'altro, sembra che parlino di te...
dedico una canzone di Gino Paoli, meravigliosa e semplice come questa storia d'amore.

AVERTI ADDOSSO

Se non so dire quel che sento dentro
come un cieco, come un sordo,
se non so fare quel che si deve fare
come una scimmia, come un gatto,
se non so amare come si deve amare
come un bambino, come un cretino,
se non so dare ,come una tasca vuota
come un problema ormai risolto.

Averti addosso
si, come una camicia, come un cappotto
come una tasca, piena come un bottone
come una foglia morta, come un rimpianto.
Averti addosso
come le mie mani, come un colore,
come la mia voce, la mia stanchezza
come una gioia nuova, come un regalo.

E se il mio cuore vuole essere una bocca
che ti cerca e che ti inghiotte
così mi porta dentro la tua vita
questa canzone mai finita

Averti addosso
si, come una camicia, come un cappotto
come una tasca piena, come un bottone
come una foglia morta, come un rimpianto.
Averti addosso
come le mie mani, come un colore,
come la mia voce, la mia stanchezza
come una gioia nuova, come un regalo.
Averti addosso
come la mia estate di S. Martino
come una ruga nuova, come un sorriso
come un indizio falso, come una colpa.
Averti addosso
come un giorno di sole a metà di maggio
che scalda la tua pelle, ti scioglie il cuore
e che ti da la forza di ricominciare.

Averti addosso averti insieme
restare insieme, volerti bene.
Averti addosso averti insieme
restare insieme, volerti bene.

04/07/2007
17:53
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la festa dei santi patroni

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe

libero e suadente si dipana l'odore dei cibi da fiera...
il mercante di zucchero filato si scambia il sudore con il collega di torrone.
luci luci e luci...tutto intorno il trionfo delle luci...mille lucciole immobili e statiche, fanno da cornice al corso del paese.
il tunnel di lampadine è animato da guitti e saltimbanchi, che propongono alla gente del paese le invenzioni della grande città: "il panno magico che deterge tutto", "la macchina fantastica che affetta ogni frutto della terra", i piatti che scagliati al suolo non vanno in frantumi"...
l'esercito dei fedeli stringe le fila e marcia sul santuario...rispondono, in senso contrario, le legioni dei laici che mirano ad ottenere l'avamposto delle giostre...
"le giostre"...un porto franco...un avamposto circostritto...
non ci sono leggi...religiose, morali...e nemmeno fisiche.
la musica "magicamente" non turba la quiete di nessuno...le strutture di acciaio librano nell'aria eludendo la gravità ed il tempo...
fumo, vomitato dai compressori, simile all'oppio, inebetisce le folle...tutti i presenti con un sorriso beota in viso, ridono, urlano corrono...salgono su macinini elettrici e si urtano....e ridono...si fanno turbinare in lavatrici e spendono montagne di soldi per fare entrare una pallina in un vasetto per vincere un pesce rosso che costerebbe pochi spiccioli.
tre sono i giorni della festa dei santi patroni...
passeranno così...tra luci, odori, musiche e risate...
la popolazione si sveglierà come dopo una sbornia....
mal di testa, e svuotata dei ricordi....
la madonna avrà fatto ritorno in campagna ed il santo protettore, chiuso di nuovo in una teca....

03/07/2007
10:46
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io, la pioggia e san coglione...

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe

la pioggia decide di cadere esattamente nei momenti in cui sei triste.
a volte mi sembra che abbia la stessa funzione delle colonne sonore nei film...rafforzare uno stato di malinconia, tristezza...
magari è per questo che le lacrime assomigliano tanto alla pioggia.
e magari è anche per questo che il sole mi appartiene infinitamente meno, come condizione mentale, rispetto alla pioggia.
io sono "invernale"...lo sono sempre stato.
fatico ad adattarmi all'estate.
attraverso questa stagione come un disadattato...come un fruttivendolo agli uffizi.
l'inverno invece lo vivo da padrone assoluto.
per me l'inverno è una casa, un'azienda...e io la gestisco come se ne fossi l'amministratore unico.
tutto quel labirinto di cui è costituito il mio io, trova la sua location più appropriata nella scenografia invernale...
mi sembra più "mio" come set...
io, da attore protagonista, mi sento portato al taglio anni 60...bianco e nero, grandangolo ed emozionanti piani sequenza.
e allora ci sta estremamente meglio la pioggia, a fare da elemento...
o magari quel vento gelido e tagliente che ti taglia la faccia e ti costringe a chiudere bene il tuo cappotto, stringendo ed intrecciando forte le braccia, regalandoti quella meravigliosa sensazione, di poterti stringere tutte le malinconie dentro quel cappotto.
l'estate no.
l'estate mi mette a disagio, perchè mi sembra, da sempre, un momento in cui si mette in piedi una specie di festa patronale della futilità, dove "san coglione" viene venerato in processione, e l'unico comandamento sembra essere l'abbronzatura.
io mi sistemo ai margini, applaudo al santo, ed aspetto che torni la pioggia.