27/02/2007
09:50
commenti (31)

qualcuno era comunista

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe

urlo

 

sono di sinistra.
lo sono dal momento in cui la ragione mi ha permesso di capire che i diritti, nella politica italiana, venivano difesi e caldeggiati dalla sinistra.
sono di sinistra, perchè la sinistra ha sempre difeso chi gridava a squarciagola un diritto...qualunque fosse...
il diritto di lavorare...il diritto di avere una condizione (umana) di lavoro...il diritto di scioperare...
il diritto di abortire...di divorziare...
sono di sinistra perchè prima c'era una sinistra...
ma era un'altra sinistra...
era una sinistra di grandi uomini...magari con grandi scheletri dentro l'armadio...con finanziamenti illeciti che provenivano dall'est...ma era una sinistra vera...che faceva ciò che noi elettori ci aspettavamo...
era la sinistra di Togliatti e Berlinguer prima, e di Occhetto, Pannella e Bertinotti poi...
tanti scheletri dentro l'armadio, ripeto,
ma l'orgoglio di essere di sinistra noi elettori lo percepivamo...
io percepivo di essere "la base"...
poi Togliatti e Berlinguer sono morti...
Occhetto ha pagato il suo coraggio...
e Pannella e Bertinotti si sono persi, appiattiti...
e noi siamo stati messi in balìa di mezze figure che si sono barattate la dignità e l'orgoglio dei loro elettori per le logiche di partito...anzi della poltrona...
e ora a me che resta?
a Noi...cosa resta?
questo governo di larghe intese...intese tra chi?
io con un tangentista, un fascista ed un razzista non voglio intendermela...
Mastella ministro non lo voglio...
Ma poi Prodi chi è?
un trasversale...uno che è riuscito a far fallire l'iri...
ma che Romano Prodi è di sinistra?
e dai...no...non provate a convincermi di sta cosa...non me lo merito!
e Rutelli...ma chi è Rutelli? Da dove salta fuori?
Basta!
ora il governo chiede la fiducia...
ma la chiedano a NOI la fiducia...col CAZZO che gliela diamo!
e dire che io ci avevo creduto...
campagna elettorale con l'orgoglio della sinistra...
una finanziaria cattiva...perchè le tasse si pagano!
e poi i PACS, ed il ritiro delle truppe dai fronti di guerra...
e poi che succede?
i PACS che si trasformano in DICO...(prima)
la richiesta di rifinanziare le truppe in "missione di pace"...
e per finire i DICO accantonati per ottenere la fiducia al senato...i diritti umani in cambio del voto di gente come Andreotti...
io mi vergogno!
e io ora a quelli di destra che gli rispondo?
a Giuggi, io, che gli dico?
ci avete tolto anche la coerenza!
andiamo a casa!
salviamo almeno la dignità...

uno di sinistra non vuole stare necessariamente al governo, signori miei...
uno di sinistra rivuole indietro l'orgoglio di votare per chi tutela i Diritti della gente...
perchè a Noi di sinistra, ci interessa più impedire a gente come Casini, Ruini e Andreotti di rompere i coglioni dicendo cose aberranti...
io voglio che il mio rappresentante al governo, a questi signori dica:
"un gay è contro natura? e lo dite nel nome del Signore??? ma contronatura siete voi!!! e ve lo dico anche a nome del Signore, che la pensa sicuramente così!"...

Prodi è tempo di andare a casa...e restarci...
La invito a farlo, con un i-pod nelle orecchie, ascoltando questa canzone di Giogio Gaber, così capisce cosa si aspetta uno di sinistra, e Lei, Prodi, non lo sarà mai...


qualcuno era comunista (G.Gaber)


Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il Paradiso Terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché “La Storia è dalla nostra parte!”.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia il proletariato la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché “Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung”.
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre Rai Tre.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il “materialismo dialettico” per il “Vangelo secondo Lenin”.
Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.





24/02/2007
19:09
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Cartolina da Roma

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe

sono a Roma, da mia sorella (in guido), con la first lady al seguito.
pomeriggio di futile cazzeggio per le vie dell'Urbe, piacevole, funzionale allo spirito, ritemprato dalla temperatura mite e dalla visione sempre incantevole delle meraviglie romane.
noi siamo qui...voi a Barletta....zà....
scribacchiando questo post inutile, mi rendo conto di una cosa...
abbiamo superato quota 10.000 !
grandiiiiii....eheheheh....vi amo tutti...e colgo l'occasione per ringraziare i 10.000 contatti uno per uno.
grazie a:
Giulia,Serena,Massimo,Doriana,Emily,Zia Mariella,Tommy e io...che da soli abbiamo fatto almeno 9900 dei 10000 contatti...
non siamo un blog, siamo una comunity...
e continuiamo così, perchè questa è sempre di più casa nostra...
ciao belliiiiiiii....

ciao da Roma.

23/02/2007
16:38
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L’ultimo rigore. mondiali per principianti

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di tommy

L’ultimo rigore.

mondiali per principianti

 

 

 

Monologo per “Ciao Vinny”

 

di

Fabio Di Credico e Tommy Dibari 

 tutti i diritti riservati – copyright 2007

 

 

Guide! Si è fissato con le guide. Non parla d’altro Nicola da quando ha preso il foglio rosa.

Mio marito Osvaldo non ha mai tempo: “devo lavorare!”.

Allora a Nicola le guide ho deciso di fargliele io.

Questo 1994 ci ha regalato un’estate meravigliosa, boh, sarà l’aria dei mondiali, le zaffate salmastre, il profumo delle margherite selvatiche ai lembi della strada, non lo so, ma quando passi dal lungomare ti viene solo voglia di parcheggiare la macchina e di tuffarti.

Nicola con gli amici l’ha fatto un sacco di volte… qualche pettegolo tra i colleghi di mio marito mi ha raccontato scandalizzato di aver visto lui e i suoi amici farlo spesso in mutande e pure senza! (Risatina compiaciuta)

Io me lo immagino quel disgraziato di mio figlio mentre si asciuga sugli scogli nudo come una lucertola al sole! Bravo Nicola, hai fatto bene!

Ma vi stavo dicendo delle guide… gli ho detto che potevamo cominciare martedì pomeriggio e così è stato infatti: “Ad una condizione Nicola però, vai a svuotare il borsone del calcetto, metti la roba a lavare, ti docci e poi andiamo!”

Non sto qui ad esagerare ma alcuni indumenti intimi di mio figlio tipo …mutande, magliette, asciugamani e calzettoni ormai induriti come sassi, erano praticamente mesi che non venivano stanati: avevano visto mille partite, urli e gol ma nella sacca da calcio erano cresciuti con la sua pigrizia.

Una volta le calze sporche gliele ho pure messe sotto il cuscino… si, proprio sotto il suo cuscino, lui mi ha inseguita per casa ridendo, poi, mi ha raggiunta e sollevata come fossi una bambina e lì, ho capito che Nicola era diventato un uomo!

La vita è così, gli anni corrono come conigli.

Nicola invece andava piano quando alla quarta guida prese una curva a sinistra e sotto la maglietta a maniche corte spuntò un tatuaggio tribale. (cambiando registro) “Mamma ti spiego, questo tatuaggio non è una “cosa così”! Ha un significato particolare, questo disegno, è… è… ecco… è… un disegno Masai vuol dire…”

A suo padre Nicola poi però l’ha detta la verità… “Papà ma che Masai e Masai, l’ho fatto per auandare le femmine!”

La serata della finale Italia-Brasile era calda e umida, da toglierti il respiro.

E senza respiro per l’emozione erano pure Nicola e i suoi amici.

Li aveva invitati tutti a casa.

Quei ragazzini li conosco benissimo: sono sempre gli stessi, uniti come fratelli.

E’ bello vederli insieme, uno vicino all’altro con le maglie azzurre e le bandiere in testa.

Sembrano invincibili.

A quell’età lo sono davvero, almeno nei sogni e nei progetti.

Nicola poi è venuto in cucina e mi ha detto: “Mamma mi voglio fare il codino come quello di Baggio, se non me lo faccio adesso quando me lo devo fare?!”

“Nicò vai a vedere la partita, per favore! Ne parliamo tra dieci anni…”

“Si vabbè” si è lamentato lui “tra dieci anni faccio la fine di papà (con una mano viene indicata l’ipotesi di una calvizie incipiente) e buona notte al codino!”

Dopo più di due ore, la finale l’Italia se la doveva giocare ai rigori…

toccava proprio a Baggio quello decisivo… (piccola pausa)

Come andò lo sapete tutti.

Osvaldo, Nicola e i ragazzi piansero, io andai in cucina e feci lo stesso.

Si, piansi pure io come una cretina!

Non so se lo potete capire ma quando un figlio piange, una mamma piange. (Con rabbia)

Se l’avessi tirato io quel rigore, il Brasile se ne doveva andare scappando scappando!

Nicola uscì con i suoi amici quella sera e festeggiarono lo stesso.

Quella notte sognai che Baggio faceva gol e che mio figlio non piangeva più.

Poi alle tre del mattino squillò il telefono e interruppe i miei sogni… (piccola pausa)

Tutti i miei sogni.

Dall’altra parte della cornetta qualcuno mi disse così…

(Il maresciallo al telefono si presenta con un accento spiccatamente barese)

 

“Casa Lorusso?”

“Si, chi è?” (spaventata)

“Sono il maresciallo Capasso, chiamo dalla centrale signora…” (sbrigativo)

“Che è successo?”

“Signora suo figlio si chiama Nicola?”

“Perché?”

“Lorusso Nicola?”

“Si...”

“Signora le devo dare una brutta notizia…”(serio)

 

(Litanico e amaro)

“Casa Lorusso?”

“Si, chi è?” (spaventata)

“Sono il maresciallo Capasso, chiamo dalla centrale signora…” (sbrigativo)

“Che è successo?”

“Signora suo figlio si chiama Nicola?”

“Perché?”

“Lorusso Nicola?”

“Si...”

“Signora le devo dare una brutta notizia…”(serio)

 

 

(Litanico e drammatico)“

Casa Lorusso?”

“Si, chi è?” (spaventata)

“Sono il maresciallo Capasso, chiamo dalla centrale signora…” (sbrigativo)

“Che è successo?”

“Signora suo figlio si chiama Nicola?”

“Perché?”

“Lorusso Nicola?”

“Si...”

“Signora le devo dare una brutta notizia…”(serio)

  

 

 

2006.

Erano anni che non ne vedevo una, di partita di calcio.

Faccio finta di non saperlo da quanto tempo ma sono dodici anni giusti giusti.

“Quest’anno è quello buono signò!” ha detto il salumerie di giù che oggi ha chiuso prima per vedere questa finale. Un’altra finale. Proprio diversa dall’altra volta!

“Noi siamo i blu!” prima di ogni partita me lo dicevi sempre.

“Dobbiamo segnare dallà!” e indicavi nervoso il lato della porta avversaria.

Da quando non ci sei più è tutto più difficile da capire.

Chi me lo spiega adesso il fuorigioco?

 

Osvaldo la partita se la vede in salone. Io in cucina, con il televisore piccolo.

Preparo la cena, faccio i borlotti.

Che partita!

Se tu fossi qui avresti combinato qualche disastro in casa quando quel francese ha segnato il suo rigore.

La palla ha sbattuto sulla parte di sopra della porta e… quasi quasi non era gol!

Non te lo so spiegare bene com’è andata però… che casino che avresti combinato!

Io ti avrei rimproverato e avrei portato in camera da letto il tavolinetto di cristallo sennò “fa la fine del vaso della zia.”

 

Dopo però abbiamo pareggiato.

Magari poi chiedo a Osvaldo meglio com’è stato…

E’ tutto così difficile da capire, da spiegare…

Comunque per noi ha fatto gol uno alto e coi tatuaggi che dopo aver segnato s’è messo a indicare il cielo.
Ha detto Osvaldo di là che dedicava il gol alla mamma che non c’è più. Che bravo figlio.

Allora ho fatto la stessa cosa da sola di là in cucina.

Dovessi vedere Mamma tua che stupida con lo strofinaccio in mano puntato verso il cielo! (dito puntato verso il cielo)

E poi… dovessi vedere quel francese, quello pelato, come è stato cacciato via!

Dovessi vedere che partita amore!

Quanto ti sarebbe piaciuta! Che rabbia.

Chissà se ve la fanno vedere lassù?

Quando sono finiti i supplementari sono andata di là con Osvaldo che questa cosa-dei-rigori non mi ricordavo bene come funzionava.

“Se segna questo vinciamo!” ha detto papà.

Allora in un secondo è successa una cosa.

Ho pensato a dodici anni fa.

A quel Roberto Baggio… vedi come me li ricordo i nomi!

A quanto ci rimanesti male.

Io ti dissi “la prossima volta vinciamo noi.”

Allora m’è venuta voglia di vederti.

Con l’odore dei borlotti che arriva di là e con le pantofole di stoffa ai piedi.

Mi è venuta così tanta voglia di vederti che mi sembrava ci fossi tu… in Germania, davanti a quel portiere francese!

Che scema che è mammatua.

Gol.

Osvaldo è scattato in piedi.

Io ti ho cercato come una stupida tra i calciatori festanti.

Come se veramente potesse spuntare la tua faccia da schiaffi mentre abbracciavi Cannavaro e Totti.

Non ti ho visto però.

Ti sei nascosto bene, cuore.

Proprio bene.

Ti sei nascosto così bene che ti sei perso la partita.

Ti sei perso i cori del figlio del barbiere affacciato al balcone.

Ti sei perso Corso Vittorio Emanuele con i ragazzi arrampicati sui semafori.

Ti sei perso gli amici tuoi che chissà dove staranno a far baldoria.

Ti sei perso una notte da ricordare.

Ti sei perso tutto.

Pure i borlotti di stasera.

E che rabbia la festa sino all’alba senza di te!

 

Io comunque la partita l’ho registrata eh? Ho messo da parte pure le gazzette dello sport…

Te lo giuro che un giorno o l’altro trovo il modo per farteli arrivare!

 

Quella sera sono andata a dormire sicura che ovunque tu sia adesso, avrai sentito i fuochi d’artificio, i clacson, le trombette, le grida…

sono andata a dormire con un sorriso che sapeva di lacrime,

sicura che se quella notte un angelo in Paradiso ha cantato: po… po…po… popò!

Quell’angelo era mio figlio.

 

Ciao ciao Nicola.

Ciao Vinny.

21/02/2007
18:33
commenti (47)

in difesa dell'uomo

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe

amici, concittadini, romani...
si insinua (sul blog di zia mariella), che gli uomini siamo dei gretti, che pensano sempre alla figa, dediti all'alcool e senza voglia di impegni a lungo termine.
si ipotizza per di più, che le donne siano una sorta di creature angeliche, nobili, pure addirittura...
ma non mi si faccia ridere...
noi uomini siamo stanchi di essere vessati da secoli di infamie ed ingiustizie storiche...vogliamo una riabilitazione morale!
amici, concittadini, romani...
noi uomini siamo vittime! questa è la realtà...la triste realtà...
queste donne, abili ammaliatrici, subdole circi...
chi di noi, mi si dica, chi di noi amici, non ha vissuto sulla propria pelle, la lasciva immoralità di queste sirene mendaci...chi?
ogni uomo, amici, ha vissuto questo percorso...
la conosci (la vipera) e tutto è come dovrebbe essere...
tutto un susseguirsi di "si amore...certo caro...come vuoi tu tesoro..."
poi tutto cambia...e non c'è un momento preciso, o un percorso progressivo...
succede come quando arriva lo tzunami...sei impreparato...
la donna dolce, sottomessa e comprensiva che hai conosciuto non c'è più...
lei annusa l'amore...e quando percepisce che tu sei innamorato...in quel preciso momento diventa vera!
una rompicoglioni di proporzioni Titaniche, capace di contestare qualsiasi cosa...
un'entità demoniaca ha preso possesso dell'angelo che ti ha preso il cuore (tenero) e ora lo sta torturando con tecniche wudù...
amici, concittadini, romani...
ma andiamo...a chi non è successo...
prima, quando avevi la partita con gli amici ti rispondeva "vai amore, figurati, io sto a casa a vedere un film..."
dopo diventa "il solito egoista...a me non ci pensi mai...e per cosa poi? per stare con altri 5 trentenni ridicoli in pantaloncini a rischiare un'ictus..."
e gli amici?
prima tutti "simpatici, divertenti, li adoro..."
poi tutti "nullafacenti, superficiali, mi stanno sui coglioni"
ma ci sono troppe cose da dire e ho poco tempo per farlo, per cui sarò ancora più sintetico...
amici, concittadini, romani...
a chi di voi non è capitato di sentir dire almeno un terzo delle seguenti cose:
-oggi non usciamo...non ho lavato i capelli...
-a pranzo a casa tua? no dai, non mi piace come cucina tua madre...
-al cinema a vedere quel film? no, a me non piace quel genere (ovviamente vale per ogni genere-NDR)
-non ho niente da mettermi, non ho vestiti... (l'armadio è pieno come il magazzino di dolce e gabbana-NDR)
-chi è quella stronza? non mi piace come ti saluta (i soliti 2 baci sulla guancia-NDR)
-tu sei stanco??? tuuuu??? e io??? e io??? (cazzo ne sappiamo noi, se non ce lo diteeeee-NDR)
-cosa c'entra quella maglia con quel pantalone? non mi piace...
-ma si, continua a farti prendere in giro da quello...se c'ero io al tuo posto...
-ma perchè continui a farti i capelli così...falli come piacciono a me...(ma sono i miei capelli cazzo...e poi a parti inverse, inizia lo sciopero di Lisistrata-NDR)
-spendi troppo...hai le mani bucate...così non metteremo mai su una famiglia...(hai appena acquistato una gomma...da masticare...sfusa...-NDR)
potrei continuare per ore amici, concittadini, romani...
ma il tempo è tiranno...quindi il tempo è donna...
amici, concittadini, romani...
sono pronto, in seguito, ad approfondire qualsiasi argomento...ma quello che chiedo, amici, alla luce di ciò di cui si è discusso, è la più piena e legittima RIABILITAZIONE STORICA DELL'UOMO, quale vittima delle streghe ingannatrici e la loro condanna morale con esposizione al pubblico ludibrio...
mi rimetto al vostro giudizio...
ho finito.



20/02/2007
15:35
commenti (18)

la tv del futuro...(?)

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe

visto che tommy fa l'autore televisivo, mi sono detto: "ma si, ci provo anche io..."
così, pensa e ripensa, ho concepito questo format bellissimo che però, aimè  non è realizzabile perchè la crudeltà da cui è pervaso viola i diritti umani di base...
peccato però...
ve lo spiego.

dunque:

...dei personaggi antropomorfi, squittiscono all'interno di rifugi creati al fine di videosorvegliarli 24 ore al giorno...
l'esperimento consiste nella segregazione forzata di giovinastri affatto propensi alle arti (Euterpe e Tersicore abbiano pietà delle loro anime) e svolgere dei test.
conditio sine qua non:
i giovini guitti antropomorfi vengono segregati per un lungo periodo in due gruppi distinti.
essendo incapaci di memorizzare imput alfanumerici si attribuiscono loro dei colori predefiniti non  sovrapponibili che per comodità chiameremo bianco e blu...
svolgimento dell'esperimento:
i malcapitati verranno sottoposti a  prove individuali, finalizzate però ad ottenere la sopravvivenza ed il predominio del proprio gruppo.
le prove sono strutturate in modo da verificare la maggiore capacità dell'uno o dell'altro gruppo nell'articolazione di suoni e movimenti in seguenza ritmica e/o melodica.
alla fine di ogni prova viene eliminato (purtroppo non fisicamente) un componente di una delle due squadre.
a provare i giovani encefalogrammi piatti, si aggiunga anche la convivenza forzata in bunker.
non si trascuri il carico di torture e vessazioni subite da parte di una serie di aguzzini organizzati in una organizzazione piramidale così strutturata:
leader assoluto/a una androgino figuro con un taglio di capelli futiristic/punk ed una voce metallico/satanica,
vice leader, un omino travestito da bidello con occhiali qualunquisti e faccia da cazzo che funge anche da portavoce del clan.
poi subito dopo, nella scala gerarchica, si giunge ad un manipolo di loschi figuri, che svolgono il ruolo di carcerieri e tortutatori. sono sia uomini che donne (alcuni probabilmente di sessualità controversa) che torturano con cadenza giornaliera i giovani guitti (ormai ridotti a forme di vita con la recettività dei licheni), con esperimenti di sadismo fisico e psicologico, massacrandoli nell'autostima.
poi c'è un personaggio indecifrabile. un uomo, quasi certamente muto, che nasconde il viso con una barba posticcia "sale e pepe"... il suo ruolo sfugge all'autore.
ultimo anello dell'organizzazione, una figura mitologica composta di 4 parti distinte: 1/4 uomo...1/4 donna...1/4 ippopotamo...1/4 parrucca. il suo compito è urlare ai malcapitati dementi delle frasi di disprezzo e commiserazione.
una volta alla settimana si liberano i prigionieri all'interno di un'arena con le tribune popolate dalla feccia della società che di volta in volta chiede la grazia o la morte dei concorrenti.
scopo del gioco:
il gioco si ritiene concluso al compimento della profezia di duncan mc loud (higlander)...
"ne resterà soltanto uno...."
quando questo avviene, come forma di sadismo finale lo si inganna con promesse fasulle su un avvenire di fama e di gloria derivante dal suo indiscutibile talento, in modo che, non appena la realtà lo sveglierà con un travertino di mogano nel culo, lui soffra ancora di più.
ecco...questo è il gioco...
ora bisogna trovargli un nome...
vediamo....
ah ecco...
bellissimo...
AMICI di Maria de Filippi...

20/02/2007
11:09
commenti (9)

omaggio dovuto al più grande di tutti...

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe, angolo delle ghiandole

questo post è di ringraziamento ad uno dei più grandi talenti comici che abbia mai avuto il piacere di leggere...chinaski77 (linkato di fianco...)

consiglio a chi non lo conoscesse di leggere il blog di questo fenomeno assoluto...
vi consiglio i seguenti post (consultabili dall'archivio) :
it's a machines world   05/04
chi ha inventato il T9 è un gran figlio di sutuana  05/04
dialogo tra chinaski e Dio   09/04
se questo è un uomo  10/04
la buona volontà del mondo come rappresentazione   11/04
morte di un blogger metropolitano   11/04
historia calamitarum mearum   11/04
la signora maccellow   01/05
del fumo   02/05
mai dire quando si laurea chinaski  02/05
se mi lasci al mio cancello   02/05
non c'è gioia nel mio pad   05/05
il mio amico gesù   06/06
zimbello dentro   10/06
metachinaski77   01/07
chi ha incastrato gesù cristo   01/07
il meraviglioso mondo di baricco   01/07

e cmq...allego questo post perchè, al pari di tutti i succitati...
"questo avrei voluto scriverlo io...."

Il metodo Stanislavskij

Chinaski si alza dal divano, appoggia sul tavolo il Topolino, va ad aprire, e con grande sorpresa vede che sulla soglia, con le nocche ancora a mezz'aria, c'è il signor "Storia della filosofia antica."
"Ehm...salve."
"Ciao, Hank."
"Desidera?"
"Niente, Hank. Lo sai che tra cinque giorni devi sostenermi, vero?"
"Sostenerla? Non capisco...ehm...è un po...politico?"
"Non fare lo spiritoso, Hank. L'esame è alle dieci in punto, nell'aula 34. Cerca di essere puntuale, questa volta, e non andarti a nascondere in qualche bar. Ci conto, Hank. Stammi bene."

La maggior parte della gente che si laurea, trova che in fondo il meccanismo sia semplice:
Si studia.
Semplice, sì.
Ma io sono famoso perché riesco a complicare anche due uova al tegamino.
E così, ho pensato e pensato e pensato, per trovare una soluzione al problema, sostituendo al primo termine dell’equazione studio=laurea, il frisbee.
La prima idea che mi è venuta in mente, è il messaggio superliminale, e cioè presentarmi a tutti gli esami con una maglietta verde (dicono che il verde stimoli l’intelligenza. O era il giallo?), con su stampato un cubitale 18.
Ma questo stratagemma fa troppo affidamento sulla perspicacia del professore, che è un po’ come fare affidamento sul rimbalzo della palla matta.
Così, ho provato a studiare il 7% del programma (cioè il programma stesso, e i titoli dei libri di testo), e poi fare un bel discorso tipo Rocky dopo che si è preso un fracco di botte (se io posso cambiare, anche voi potete cambiare, etc).
Il discorso sarebbe, più o meno: “uhm, sì, ecco, vede…io sono molto vecchio e povero e indietro con gli esami…e sì, insomma, non è che mi può…”. Una cosa così, e alle volte funziona.
Purtroppo, “alle volte” sta per “una volta sola”.
Quindi, dopo aver passato rapidamente in rassegna altre stravaganti ipotesi (mazzetta, marchetta, prendere in ostaggio l’assistente puntandogli un evidenziatore alla gola…), mi sono fatto aiutare dal Dottor Destouches, e insieme abbiamo elaborato una splendida trovata.
Ispirare compassione, presentandosi sulla sedia a rotelle.
E magari tirandosi appresso una flebo, che non guasta mai.
La cosa ci ha talmente entusiasmati, che il giorno dopo stavo per comprare una comoda.
Poi però Destucci mi fa notare che:

Destucci: “Non puoi presentarti a un esame in sedia a rotelle, e poi il giorno dopo andare in università con le tue gambe. Rischi una denuncia, capisci?”
Chinaski: “Già? E allora?”
Destucci: “E allora devi presentarti in istituto sempre sulla sedia a rotelle. Potresti tenerla nel bagagliaio della macchina e parcheggiare dietro l’angolo.”
Chinaski: “Ottima idea!”
Destucci (pensoso): “Sì, però…”
Chinaski: “Però, cosa?”
Destucci: “Come la metti se un giorno sei in un ristorante, e un tuo professore sta al tavolo di fianco? Ti va a puttane tutto il raggiro.”
Chinaski: “Quindi?”
Destucci: “Dovresti stare sulla sedia a rotelle finché non hai finito l’università.”
Chinaski: “Metodo Stanislavskij.”
Destucci: “L’hai detto.”

grazie di esistere....
giuseppe