29/09/2006
17:50
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omaggio ad Ennio Flaiano

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe

 

Sognatore è un uomo coi piedi fortemente appoggiati sulle nuvole.

 

Giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

 

Oggi il cretino è pieno di idee.

 

"E vissero tutti infelici e scontenti." Così, per non ingannare il suo bambino termina le favole.

 

L'unico modo di trattare una donna alla pari è desiderarla come uomo.

 

Il calabrone entra nella stanza illuminata, va a battere velocemente contro la lampada, le pareti, i mobili.
Rumore secco delle sue zuccate. Dopo un po' si acquatta per riprendere le forze. Ricomincia contro la lampada, le pareti, i vetri, e daccapo contro la lampada.
Infine cade sul tavolo, zampe all'aria, la mattina dopo è secco, leggero, morto. Non ha capito niente, ma non si può dire che non abbia tentato.

 

Io non sono comunista perché non me lo posso permettere.

 

La castità è il miraggio degli osceni.

 

La civiltà del benessere porta con sé proprio l'infelicità.

 

L'avarizia è la forma più sensuale di castità.

 

L'arte è un investimento di capitali, la cultura un alibi.

 

La pubblicità unisce sempre l'inutile al dilettevole.

 

A vent'anni si tenta la poesia, a cinquanta si pensa che bisognava insistere.

 

I grandi amori si annunciano in un modo preciso, appena la vedi dici: chi è questa stronza?

 

Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è di non partire.

 

Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.

 

Cosa fareste se scopriste che l'amante di vostra moglie la tradisce con un'altra?

 

Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno.

 

Ci lascerà un vuoto colmabile.

 

In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All'occorrenza essere capaci di andare a letto con la propria moglie.

 

Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti, di cognati...

 

Se lei si spiega con un esempio non capisco più nulla.

 

Oggi il cretino è sempre più specializzato.

 

Chi rifiuta il sogno, deve masturbarsi con la realtà.

 

Anche il progresso, diventato vecchio e saggio, votò contro.

 

L'insuccesso mi ha dato alla testa.

 

Amore? Forse col tempo, conoscendoci peggio.

 

Il mio gatto fa quello che vorrei fare, con meno letteratura.

 

Stavo con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole.

 

Come tutte le mattine si alzò, si guardò allo specchio e si vide bruttissima: ci mise un'ora a farsi brutta.

27/09/2006
18:11
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Nonna Natale

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di tommy

Questa che vi presento è la mia letterina di Natale. Non vi aspettate buoni propositi perché, giuro, non ne ho. Mi presento… sono la Mamma di Babbo Natale ma il primo che mi chiama Nonna Natale lo prendo a fucilate. A pallettoni. Quest’idea che avete messo in testa a mio figlio… quella storia dei regali… lui l’ha presa sul serio. E io vi odio per questo. Quando quel disgraziato si iscrisse al concorso mondiale “Santa Claus” c’erano quasi sei miliardi di persone il giorno degli scritti. Gli dissi “prova il concorso per magistrato che la tonaca nera di snellisce…” Ma lui no. Non mi ascolta mai… Fatto sta che potevano capitarmene di disgrazie: a me è nato Babbo Natale. La vigilia di Natale lo vedo uscire di casa a notte fonda neanche… fosse un panettiere drogato. Gli regalo un casino di cappotti e giubbotti alla moda ma lui si infila sempre quella palandrana sdrucita. “Mettiti la sciarpa Natale!” e lui: “non posso ma’ ho firmato un contratto d’immagine con la Coca-cola.” Lo provo a chiamare ma il suo cellulare non prende. Perché non fa mai il roaming internazionale. L’immagino in giro per il mondo a fare felice gli altri, tranne che la sua povera mamma. Allora la vigilia di natale resto sola. A guardare i giocattoli difettosi, quelli modificati geneticamente. Se lo incontrate la notte di natale ditegli di chiamarmi. Per favore. di farmi solo uno squillo. Ditegli di non far tardi e di non parcheggiare le renne davanti casa perché domani lavano la strada. Se poi vi ricordate… ditegli anche che in fondo sono orgogliosa di essere la mamma di Babbo Natale e che faccio schattare d’invidia le signore al supermercato. Poi diteglielo anche voi… che starebbe benissimo con un giubbotto da neve in pile beige. Quando rincasa mio figlio lo riconosco dal rumore della chiave nella porta. Per tutti è Babbo-Natale lo so ma per me che sono sua madre, resterà sempre Natale. Mio figlio è uno che sa amare. Per questo non ha più una donna. Quando ritorna dopo le feste, si mette nel letto grande accanto a me e mi racconta: quest’anno mi ha detto che ha in mente strane idee… pensate che Gino, cassaintegrato di professione troverà sotto l’albero un vocabolario di sinonimi e contrari, per migliorare le “gasteme” contro i tessili di Barletta. Per Di Cagno, ha pensato ad una lacca composta da una strana molecola, per mantenere meglio l’ordine pubblico: i capelli di Simeone. Per il resto è tutto da venire. Natale lo sapete che volevano candidarlo? Ma lui ha detto che è uno che sta dalla parte del torto. Infatti se lo osservate bene assomiglia un po’ a Gino Strada, a Madre Teresa di Calcutta, a quel giovanotto di Nazareth, a Don Raffaele, il cappellano del carcere di Trani. Poi alla fine della vigilia… mi viene un pensiero. Io passo la sera di Natale sola… solo per un motivo… perché ogni anno mi scordo di scrivere la lettera a mio figlio. Per chiedere di restare. La stupida sono io; che non credo ai sogni d’artista di quel piccolo pazzo. Voi non fate come me dite al vostro Babbo Natale di restare. Che fuori fa freddo.. Magari fate uno scherzo a chi amate: uscite dalla porta a notte fonda solo per rientrare dal camino e dire “Bu!”. Buon natale.


tommy

27/09/2006
10:39
commenti (9)

rubato da cuoregrammatico...

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe

nota: visto che in questi giorni sono incazzato, imputtanato e giù di corda, e preso atto che il blog è stato un po trascurato, ripropongo questo post tratto da cuoregrammatico (il mio blog, temporaneamente in stand-bye)
buona lettura a tutti...

dalla lettera di enzo paolo turchi agli efesini

era il tempo in cui cuoregrammatico ed i suoi discepoli (frequentatori di una sala giochi poco ben vista dai sacerdoti del tempio) cercavano la verità assoluta, ovvero la  carambola  come metafora applicativa della vita nelle sue sfumature pratiche (difficile rendere filosofico e metafisico l'aver segato la scuola).
in quel tempo Protagora di Abdera ed Eraclito di Efeso erano soliti farsi beffe degli astanti,professandosi i più grandi giocatori del suddetto gioco.
Protagora sosteneva la sua tesi con spavalderia guascona,senza avere all'epoca dei fatti la minima idea di chi cazzo fossero i guasconi.
si pavoneggiava (i pavoni già c'erano) adducendo macchinose congetture:
"l'uomo è misura di tutte le carambole,di quelle che sono in quanto sono,e di quelle che non sono,in quanto non sono".
non da meno Eraclito, abituale consumatore dell'amore mercenario al chilometro 4 della Appia /bis, il quale rintuzzava la dose sostenendo che:
"tutto scorre....persino una palla bianca su di un panno verde fino all'incontro con una palla gialla ed una rossa....basta dare il colpo sopra" (per chi non lo sapesse questo è il gioco della carambola).
cuoregrammatico poco gradiva la supponenza e l'albagia di siffatti guitti.....anche se gli restava poco chiaro il significato della parola albagia e d'altronde non aveva nemmeno la minima idea di che cazzo fosse un giutto..... ma tant'è....
voleva inoltre farsi grande al cospetto dei suoi discepoli, i quali poco capivano delle farraginose teorie dei due avventori spocchiosi, non disdegnando di apostrofarli con complessi e metaforici giudizi di disapprovazione....
Matteo dei tredici cavalieri (il cassiere): ora gli do uno schiaffo che lo metto nel muro al posto del calendario della Seredova (essa è sempre esistita).
Ciolino di Alicarnasso (probabilmente il maggiore esperto di carambola al mondo) si faceva beffe di Eraclito :"tutto scorre, persino il sangue dal naso dopo che gli do un pugno).
e Panino di Gomorra concludeva :" chi mi presta un gettone ?" (gettone: moneta in uso solo all'interno delle mura della sala giochi).
la misura era colma, il dado era tratto, il guanto gettato (era vecchio) e chi più ne aveva,più ne metteva.....
Ciolino di Alicarnasso e cuoregrammatico sfidarono Protagora di Abdera ed Eraclito di Efeso ad una partita che resterà la più memorabile nella storia del gioco della carambola....e la posta in palio era altissima......chi perdeva non poteva più mettere piede all'interno della sala....carambola secca a 125....
tutto era pronto :                                                  
protagora/eraclito   

 vs    

ciolino/cuoregrammatico


arbitro: matteo dei tredici cavalieri
panino di Gomorra a rompere i coglioni.....
si accettarono scommesse
ovviamente tutti i discepoli presenti puntarono una fortuna sul loro maestro cuoregrammatico....
la partita fu bellissima,colpi spettacolari....retrocessi,3 sponde,colpi di prima e di seconda.....(solo chi gioca si rende conto che sono termini tecnici e non il delirio di un invasato)
siamo alla fine della storia il punteggio è di 124 pari.....
ed ora tocca a cuoregrammatico....
la carambola è la più facile di tutte.....la biglia avversaria ed il pallino sono vicinissimi......cuoregrammatico deve solo spingere la sua biglia verso le altre ed il destino sarà compiuto ....
qui il racconto termina....
i testimoni si rifiutarono fino in punto di morte di riferire quello che videro in quel momento....
mi piace pensare che la meraviglia assoluta di quel tiro di cuoregrammatico abbia a tal punto rapito le menti e gli occhi dei presenti da far credere loro che il solo raccontarlo,il solo rivivere quell'emozione, li avrebbe condotti alla follia......
solo una cosa mi resta poco chiara....
perchè Ciolino di Alicarnasso non ha più giocato a carambola e
soprattutto......
perchè cuoregrammatico non ha più messo piede in quella sala giochi.....dopo esserne uscito rincorso da tutti i suoi discepoli festanti....che gli urlavano dietro tutta la loro ammirazione nella (per me incomprensibile) lingua dei padri:
"chi t'è murt....stu figghij d na puttan.....vinn dò bastard...."
questo è tutto,
nel nome del signore
distinti saluti


mittente
Enzo Paolo Turchi
destinatario
Efesini (spm)

giuseppe

22/09/2006
17:17
commenti (1)

lettere dal fronte

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di tommy

Amici, concittadini, avventori. (i più colti staranno pensando al “Giulio Cesare” di W. Shakespeare) E’ trascorsa una settimana dal mio trasferimento a Milano e per il momento, nonostante le difficoltà, il bilancio è positivo.

Le cose belle: in una città come Milano hai praticamente tutto a disposizione, basta scegliere! Cultura, cinema, spettacolo, sport, (state tutti pensando a quella cosa, ma come siete prevedibili! Sono fidanzato, a me basta) vi dicevo, cultura, spettacolo, sport, etc.. etc…il mondo qui è a tua disposizione, è una grande mela e spesso si fa una gran fatica a non diventarne verme.

Le cose brutte: a Milano se sei curioso di conoscere i milanesi, non ci sono, ed i pochi che ci sono come minimo sono di Grumo Appula! A Milano Due invece i milanesi ci sono, sono tanti, si vestono da ricchi, sono ricchi, parlano da ricchi, pensano da ricchi. Ci sono un sacco di persone “bene” e le signore “chic” portano sempre con loro un cane di razza, spessissimo un Golden Retriver, (quello della pubblicità ciappi). Milano Due è meglio nota come Legoland, ci sono i cigli, (da cui Palazzo dei Cigli) i ristoranti, i campi di calcetto, da tennis, la piscina, la sauna, i campi da basket, i percorsi per il futting…etc..etc... In questo posto c’è Mediaset, a Mediaset ci lavoro io. Precisamente a “Striscia”. Bellissimo, mi direte voi, infatti lo è, è innegabile, è bellissimo, eppure c’è qualcosa che non va, non so, secondo me è un posto da raccontare agli altri e da mostrare ai parenti, soprattutto del sud, tanto per consentirgli di dire: “Mado’ dove lavora mio figlio, ti rendi conto!?” Per il resto mi manca tutto.

Mi manca il nostro lungomare, i paesaggi murgiani, i poggi a filari dei nostri vigneti, le abitudini più banali ed i saluti del centro storico e perché no, Celentano e Gigi D’Alessio che la mia dirimpettaia sparava a palla e che penso spari ancora la domenica mattina. Ma la vita dell’autore è un po’ così, oggi qui, domani chissà, ho scelto questo mestiere e lo amo profondamente, disperatamente ed in tutte le sue sfumature.

Per esempio io sono convinto che mi trasferirò in Sicilia per scrivere solo romanzi. E così sarà!

Naturalmente con la persona che mi manca di più, la mia ragazza. “DOLIANA”. Lei sa.

21/09/2006
16:09
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ZIA ROSARIA

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di tommy

I genitori Ginetto li aveva perduti presto, la vita di provincia tuttavia, cucita dall’amore di zia Rosaria possedeva ancora un suo  colore. Zia Rosaria aveva due paure: quella di non riuscire a fare patate riso e cozze come diceva lei e di non  dare a Ginetto una buona educazione. Non c’era processione, messa, o festa patronale a cui Ginetto e sua zia mancassero: “Devi guardare in faccia  i Santi quando li preghi, perchè quelli lo sanno il fatto tuo e ti devono aiutare”. Pronunziate  queste parole la zia  scoppiava in lacrime e  pregava forte: “Santa Maria madre di Dio…” A Ginetto Santa Lucia con gli occhi cavati, San Sebastiano tutto trafitto, San Lorenzo arrostito e il Cuore di Gesù che usciva  dal petto, lo facevano soffrire. Fu per questa ragione che  confessò a zia Rosaria la sua vocazione: fare il medico e operare quei Beati pieni di sangue. Ma la zia  troncò subito il sogno: “Che vai dicendo, un uomo i Santi non li può nemmeno toccare!”. Ma Ginetto non si diede per vinto e aggiunse all’idea del medico quella del sacerdote: “un sacerdote i Santi li può toccare per forza!”.

…..Di essere medico sono medico, sacerdote non proprio… vivo in Afhganistan, mi chiamo Gino Strada e sono il presidente di Emergency.

tommy.

20/09/2006
11:43
commenti (6)

mater semper certa.....

Una sveglia di cuoregrammatico | in: angolo di giuseppe

cose normali tra madre e figlio.
legenda: g: giuseppe    m: mamma di giuseppe.

telefonata 1

g: pronto?
m: si?
g: sono giuseppe, c'è mamma?
m: no mamma non essele qui! mamma essele paltita pel aflica melidionale!
g:...mmm..posso sapere lei chi è scusi?
m: essele cameliela filippina...
g: ok grazie.
m: plego si figuli!
n.b. : non abbiamo mai avuto la cameriera.

telefonata 2

m: pronto?
g: mamma, sono giuseppe.
m: giuseppe chi, scusi?
g: giuseppe tuo figlio, mamma...unico figlio!
m: vergogna! sfottere così una donna che soffre. mio figlio perì durante le 7 giornate di milano!
g: erano 5 mamma...
m: facciamo 6?
g: facciamo 6...
m: a ben risentirla...
g: ciao mamma....

telefonata 3

m: pronto?
g: mamma, sono giuseppe.
m: smettetela, non compro più i gelati papillon!
g: tuo figlio...
m: smettetela, non compro il Folletto!
g: il tuo unico figlio....
m: smettetetela, non voglio l'adsl gratis per un anno!
g: ciao mamma....
m: a presto risentirla...

telefonata 4

m: pronto?
g: mamma, sono giuseppe.
m: questo è il numero verde di trenitalia, per gli orari dei treni premere 1
g: il tuo unico figlio...
m: per parlare con un operatore premere 2
g: 2...
m: per tornare al menù principale, premere 9
g: 2
m: l'operazione selezionata non esiste...
g: ciao mamma...
m: a presto risentirla.

telefonata 5

m: pronto?
g: è la signora calabrese?
m: si chi parla?
g: è l'ufficio recupero crediti della telecom....
m: che è successo, mi dica....noi abbiamo sempre pagato e poi abbiamo fastweb!
g: mamma sono giuseppe...
m: risponde il numero verde della trenitalia...
g: ciao mamma
m: a presto risentirla.

 telefonata 6

m: pronto?
g: mamma sono giuseppe
m: klik (rumore del ricevitore messo giù...)
g: .......

telefonata 7

m: pronto?
g: klik
m:......??????.......(a presto risentirla)

telefonata 8

m: pronto?
g: mamma sono giuseppe.....
m: l'utente da lei chiamato ha cambiato numero.
g: ok mamma, avevi ragione, non era scotta la pasta....
m: ehi giuseppeeee, che vuoi mangiare a pranzo?
g: fai tu mamma, tutto quello che fai tu è ben fatto.
m: certo che ho fatto un figlio solo, ma buono!
g: ti voglio bene mamma.
m: anch'io giuseppe.
g: ciao mamma
m: a presto ris....ehm ciao.....

giuseppe